Minghi a Cracovia per Giovanni Paolo II

Domenica 27 aprile in occasione della canonizzazione di Giovanni Paolo II, Amedeo canterà “Un uomo venuto da lontano” e “I ricordi del cuore” nel centro storico della città di Cracovia accompagnato da orchestra e coro. L’intervento sarà trasmesso dalla tv di stato polacca.

Le foto

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Le prove generali

 

Teatro Brancaccio: indimenticabile concerto

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L’orchestra formata da 11 elementi si dispone sul palco, le luci si abbassano su un Teatro Brancaccio strapieno, molti colleghi fra gli spettatori, si notano: Renato Zero,  Mariella Nava, Edoardo Vianello; il videoproiettore trasmette un Amedeo Minghi giovanissimo che canta Alla fine (1966), brano del debutto televisivo, erano gli anni in cui  si andava in Rai vestiti di tutto punto e la prima regola era essere telegenici per cantare… Ma ecco, accompagnato da un fragoroso applauso,  l’ Amedeo Minghi di oggi entra in scena per terminare il brano. La sua voce viene letteralmente coperta dagli applausi: il pubblico si alza in piedi e non smette di farsi sentire. Nell’aria c’è la voglia di abbracciare questo grande artista che ha scelto di cantare d’amore come impegno civile, anche e sopratutto stanotte, dopo vicende private che inevitabilmente scuotono l’anima. E’ il cantare d’amore, quello che Minghi propone da sempre con fare testardo e visionario e come sottolinea in più occasioni durante il concerto, l’amore nel suo farsi materia è continua trasformazione: se i contenuti amorosi non cambiano, si vivono “i trasformamenti”, le mutevoli forme di essi: le rare moltiplicazioni, più spesso sottrazioni di un vivere quotidiano e, le canzoni di Amedeo, vogliono rintracciare queste correnti energetiche, che come vere e proprie scosse telluriche segnano la storia d’ognuno fra euforie e disforie:  un sismografo del cuore è pronto a tracciare i picchi alti e le discese rovinose dell’amore. Io e te, è il brano scelto per creare l’atmosfera di una lunga serata di musica e dialogo con il pubblico. “C’è fiume e roccia nell’abbraccio fra noi” recita il testo di questa canzone inserita nell’album L’altra faccia della luna (2002/2003),una canzone scandita da un ritmo travolgente del ritornello in crescendo “vive insieme a te, sarà così per sempre” e ancora “lo sai sarà per sempre, sempre fra di noi” un arrangiamento robusto e complesso che fortifica la metafora di questo abbraccio fortissimo fra due elementi che convivono naturalmente pur dissimili come l’acqua e la terra… perché ogni vicenda amorosa si colora delle sue dissonanze e complementarità… “perché amarsi è come andare in fuga”… e Amedeo ricorda la sua esperienza televisiva in qualità di “ispiratore” e conduttore accanto a Serena Autieri di un programma “Cantare è d’amore” in cui per l’appunto il canto d’amore veniva rinominato nelle sue mille pose riassunte nelle canzoni di tutti i tempi della musica italiana. Non è un caso che Minghi dal palco del Brancaccio ripeta l’esperimento televisivo di rendere omaggio a Domenico Modugno, cantando tre canzoni  di Mimmo senza tempo e di fama internazionale. Tornando al format televisivo Rai realizzato con pochi spicci è importante ricordare che valse un primo posto d’ascolti e tanti complimenti… Così Amedeo canta la canzone manifesto dell’amore e del suo andare in fuga dalla realtà,  che portò a Sanremo nel 1996 per poi essere titolo dell’album Cantare è d’amore . Alle spalle del cantante viene proiettato il fortunato video, di questo brano, in cui si raccontano gli amori celebri romanzati d’artisti dell’Opera classica a racchiudere in sé le grandi verità sull’amore: in cui l’illusione coincide con la nostra verità e quindi più si rafforza nella forma del suo definirsi autentica, più sfugge alla realtà stessa. Ma qualcosa resta nel cuore, l’organo sede per tradizione – ammette Minghi – deputata a conservare i ricordi: I ricordi del cuore. Era il 1992 e Amedeo Minghi a proposito di ricordi, con questo album raggiunse vette altissime, metabolizzando così  il successo nazional popolare diVattene amore e rivelando al grande pubblico (Fu uno gli album più venduti in Italia  di quell’anno) il fascino evocativo per il melodramma di matrice pucciniana . Amedeo Minghi durante l’esecuzione dei brani Nené, Il suono, Distanti insieme, Notte bella, magnifica, L’incanto dei nostri vent’anni, Decenni, Vivere Vivere , Ed altre storie sembra anziché cantarli, che desideri raccontarli sussurrandoli all’orecchio dello spettatore ideale, facendo così permeare la brillantezza melodica e la capacità interpretativa e di immedesimazione:  in qualità di traghettatore dell’emozione, ma anche d’autore emozionato; così non può mancare L’immenso, brano con cui Amedeo Minghi ottiene nel 1976 un primo traguardo come cantautore.  Nella scaletta anche Di più e Sicuramente tu che elettrizzano il pubblico in un gioco fra strumenti pizzicati e percussioni e poi Un uomo venuto da lontano, canzone bellissima (Minghi-Marrocchi) che ha un fascino storico unico perché la sua prima esecuzione risale al 1995, ma si dovrà attendere il 1998 per vederla pubblicata con videoclip papale annesso nell’album Decenni dopo che Minghi è stato incoraggiato dallo stesso Papa Giovanni Paolo II, a pubblicare questa canzone (che racconta la storia del Pontefice) unitamente al video collage storico – emotivo in cui protagonista indiscusso è il Papa. Il pubblico è sempre più partecipe e resta in ascolto anche quando Minghi propone Emanuela e Io con uno stravagante arrangiamento frutto d’incontro con due giovani musicisti, Davide e Andrea, che lavorano a Praga che, innamorati di questo brano, ne hanno proposta una versione tutta loro, cantandola con Amedeo. Al di là degli esiti, questo aspetto dimostra ancora una volta che, da parte di Amedeo Minghi,  c’è una voglia sana di condividere la musica in modo universale e che soprattutto sia un tessuto giovane a trapiantare nuove funzionalità a questo bellissimo ingranaggio comunicativo: la musica.

La sana condivisione porta il pubblico in deliro quando nell’ordine Minghi propone Cuore di Pace, 1950, La vita mia… la voce diviene specchio del cuore “perché tremare fa, la vita che se ne va” e per la prima volta Vattene amore non viene intonata da un pubblico troppo intento a strappare a un Minghi evidentemente commosso, una stretta di mano… la melodia di Vattene amore continua a farsi colonna sonora eseguita dall’orchestra, ma Amedeo è preso d’assalto. Ognuno sembra voler ringraziare personalmente il cantautore per questo atto di coraggio amoroso. Elena non viene nominata, ma è lì a guidare il suo consorte, a guardarlo come faceva, dall’alto della loggetta accanto alle figlie Annesa e Alma e al piccolo grande Leonardo. Amedeo Minghi è un impeccabile professionista, riafferra il microfono, nasconde le lacrime come fece quando era nel sud dell’Italia  a cantare in tour e apprese della morte di Gaio Chiocchio amico e poeta delle sue storiche canzoni,  come quando al Sistina ha suonato senza il suo batterista Roberto Mazzetti, anche stavolta chiude con Vita e Speranza perché lui canterà e scriverà canzoni altre, bellissime, perché l’arte è l’unico ponte che permette di attraversare la vita e questo raffinato artista, stanotte lo ha confermato.

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GHIONE: SUONI TRA IERI E DOMANI

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Il percorso di un artista è costellato da successi che segnano sicuramente la Storia; ma esiste “dietro” a un successo, qualcosa di meno evidente che comunque è parte integrante del tutto e ricollega l’oggi al passato, ma soprattutto al domani

“E si ammonticchiano le storie sulla via e tutte insieme sono la memoria mia …” cantava nel 1991 Amedeo Minghi, cantautore, compositore o meglio ancora melodista, dato che ha speso letteralmente una vita a ricercare nella melodia la sua cifra esistenziale e mai sazio, continua oggi a ricercarla, sicuro del suo passato e curioso di vedere cosa accadrà.

Strato dopo strato, il tessuto di questo artista si andato formando, fino a diventare un “organismo nazional popolare” a cavallo degli anni ottanta novanta (La vita mia, Canzoni, Vattene Amore, I Ricordi del Cuore, Fantaghirò) per poi intraprendere strade personalissime che lo mantengono saldo alla sua ambiziosa e visionaria identità musicale.

Amedeo Minghi sa bene che scrivere canzoni è un mestiere imprevedibile: non ci sono ricette o ingredienti stabiliti, ma una serie infinita di variabili che determinano il successo o l’insuccesso di una canzone. Come accadde per “1950”scritta da Amedeo Minghi con il poeta romano Gaio Chiocchio, polistrumentista e autore sensibilissimo, che approdò a Sanremo nel 1983 senza essere capita, perché amputata di qualche minuto e perché una delle caratteristiche di Amedeo Minghi è di essere un neoromantico d’avanguardia, quindi a volte frainteso… (non è un caso che la struggente e malinconica “La vita mia” faccia da colonna sonora a tanti matrimoni o che “Vattene amore”, dal testo aspro e minimalista, si ricordi per il “Trottolino amoroso” senza coglierne il contesto). “1950” al di là della bocciatura sanremese piacque a Gianni Morandi che la interpretò, ma sopratutto piacque al pubblico, lo stesso che accompagna Amedeo Minghi dal 1989 nei teatri d’Italia.

Ora Minghi torna al Ghione per rileggere e ricantare ciò che nel tempo affidò ad altri interpreti; soprattutto nel periodo della cosiddetta gavetta. Si riscopriranno canzoni in dialetto romano, le complicità con Franco Califano fino ad arrivare ad Andrea Bocelli, che ha omaggiato Amedeo Minghi cantando “Per noi” con una interpretazione aderente a quella che Amedeo gli consegnò nel demo.

“Un viaggio nella musica che permetterà al pubblico di scoprire perle che non hanno avuto la fortuna di “Canzoni” (affidata a Mietta nel 1989 Premio Sanremo Giovani – Premio della critica e centinaia di migliaia di copie vendute), ma che sono piccoli grandi capolavori.

Ne è un esempio la sconosciuta “Firenze, piccoli particolari” partecipò a Sanremo giovani nel 1985, cantata da Laura Landi. Una canzone capolavoro, che racconta in un crescendo la storia di un innamoramento: sguardi complici che hanno come scenario una Firenze appena destata. La voce calda e tonda di Amedeo sarà in grado a distanza di decenni di ridare luce a questo capolavoro firmato (Chiocchio – Minghi).

Amedeo ha scelto una compagna di viaggio per questo percorso musicale: Cinzia Gangarella, al pianoforte rileggerà questi brani ponendo l’accento su come si sono originati: dalla testa dell’artista Amedeo, al pianoforte suonato da una grande musicista.

“SUONI TRA IERI E DOMANI”

L’appuntamento è per il 9 dicembre alle 21 al Teatro Ghione in Roma. Non mancherà una seconda parte dedicata a quello che Minghi chiama “comune passato” in cui riascoltare accompagnato da Luca Perroni, i successi e le canzoni più recenti: VIVI E VEDRAI e ARRIVEDERCI A QUANDO NON LO SO.

 

AMEDEO MINGHI E IL TRIO DI SALERNO

I successi del cantautore rivisitati in chiave jazz per la prima volta, uniti alle sensuali e sognanti vibrazioni del sassofono di Sandro Deidda, al fluire del pianoforte di Guglielmo Guglielmi e alla profondità del contrabbasso di Aldo Vigorito. Una fusione originale di stili e generi diversi.

I toni evocativi, sublimi e l’impercettibile leggerezza di un jazz di chiara matrice europea, si fonderanno con i temi del cantautore romano per una serata elegante e originale.

Amedeo e il Trio di Salerno, sorprenderanno il pubblico con le loro innovative elaborazioni e interpretazioni dei brani più celebri della musica di Minghi.

Ecco uno sguardo su ciò che è stato volto

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VIDEO

Le prove

LIVE

Arrivederci a quando non lo so – LIVE JAZZ

Amedeo Minghi: Cantare è d’Amore – un programma su Rai Uno – sabato in prima serata

Nuova stagione televisiva. Tra sfide attese, molte conferme e qualche novità ad aprire le danze sarà Amedeo Minghi.  Sabato 1 settembre su Rai1 andrà in onda uno show musicale dal titolo Cantare è d’amore. Come accade spesso il titolo di show musicali prendono il nome da titoli di canzoni, in questo caso si tratta di un successo del cantautore. Lo show è stato registrato all’Auditorium del Foro Italico lo scorso 24 giugno 2012. Ad affiancare Minghi sarà l’attrice Serena Autieri sempre più in ascesa sulla prima rete. La serata sarà ricca di ospiti musicali che canteranno e si racconteranno nel corso della serata. In esterna Minghi intervista Claudio Baglioni, Andrea Bocelli, Gino Paoli, Enrico Ruggeri, Massimo Ranieri e Kekko dei Modà. In studio interverranno Roberta Gangeri, Sergio Sgrilli, Johnny Charlton, Jack Lacayenne e molti altri. In studio l’Orchestra Musicanima Live Band e il Coro Cor Unum. Il programma nato da una suggestione di Pasquale Panella, così recitano i titoli di presentazione. Il programma è firmato da Amedeo e Alma Minghi, da Eleonara Paterniti, da Marcello Vilella e Lucia Leotta. La regia è affidata a Cristiano D’Alisera. Minghi è un artista molto amato che da anni riempie le piazze d’Italia, riuscirà a conquistare il pubblico? Voi guarderete il programma? Secondo  voi otterrà buoni ascolti?

tratto da “Gossip in TV”

GUARDA LO SPOT

La serata dedicata alla musica con Amedeo Minghi e Serena Autieri su Rai 1 ha vinto la serata degli ascolti di ieri. Cantare è d’amore su Rai 1 ha emozionato con le sue note ben 2.796.000 telespettatori per lo share del 14,59%. La serata musicale di Rai 1 che prende spunto (e nome) da una canzone di Minghi.

 

Sigla Cantare è d’Amore

Amedeo interpreta Chiamami Ancora Amore

Amedeo rivolge un omaggio a Domenico Modugno

Amedeo interpreta La Notte

Amedeo interpreta Il Mondo

Amedeo interpreta Tanta voglia di lei

 

 

 

 

 

 

 

 

Una canzone per lo zecchino d’oro firmata da Minghi e Paolo Audino

I Cartoni dello Zecchino d’Oro – Volume 9 “Il gatto di casa dorme tutto il giorno… ma che cosa combina di notte? Forse è un super-eroe alla ricerca di torti da raddrizzare!” 54° Zecchino d’Oro 2011 | Testo: P. Audino | Musica: A. Minghi SECONDA CLASSIFICATA IL GATTO MASCHERATO – IL VIDEO